MONTELUPO CERAMIC AWARD: I vincitori
Si è conclusa con grande successo la prima edizione di MONTELUPO CERAMIC AWARD, il premio di design ceramico internazionale rivolto a designer under 35, prodotto dalla Fondazione in collaborazione con Nationhood e sostenuto dal programma regionale Toscanaincontemporanea2018.
A presentare la domanda di iscrizione ben 130 designers da tutto il mondo (31 paesi): Italia, Francia, USA, Canada, Argentina, Svizzera, Svezia, Serbia, Brasile, Russia, Iran, Cina, Inghilterra, Colombia, Albania, Polonia, Spagna, Tailandia, Israele, Indonesia, Pakistan, Bielorussia, Australia, Sud Korea, Uganda, Cile, Turchia, Romania, Bangladesh, Lesotho e Ucraina.
La Commissione composta da esperti di alto profilo:
Giorgio Vigna (Artista) Milano
Natascia Fenoglio (RioGrande - designer) Milano
Beatrice Bianco (Camp Design Gallery) Milano
Silvana Annicchiarico (ex direttrice Triennale Museum) Milano
Gabriele Pardi e Laura Fiaschi (Gumdesign) Viareggio
Questi i vincitori e le relative motivazioni:
PRIMO POSTO - Tiziano Signorato (Arzignano 12/11/1992) con il progetto "VAR" (contemporaneo/visionario)
Approccio sperimentale e sorprendente capace di sviluppare una riflessione critica e concettuale sul quotidiano, senza rinunciare alle funzionalità del prodotto e alla sperimentazione tecnica.
SECONDO POSTO - Guglielmo Brambilla (Bergamo, 22/02/1991) con il progetto "Coppo"(tradizione/poetica)
Coniuga l'estrema eleganza formale di un prodotto di arredamento traendo ispirazione dalla tradizione italiana, capace di elaborare un raffinato riconoscimento degli aspetti di qualità d'uso e un intelligente impiego della ceramica al suo stato naturale.
TERZO POSTO - Imma Matera (Matera 03/12/1990) con il progetto "Memorie" (prodotto/utilità)
Attenta riflessione sulla simbologia e la ritualità del quotidiano in un prodotto che unisce territorio, tradizione e uso sapiente della materia.
Montelupo, dove la ceramica si fa storia
Si arricchisce di un nuovo volume la collezione di testi dedicati alla ceramica di Montelupo Fiorentino. 
Venerdì 14 dicembre, alle 18:00, si terrà al MMAB la presentazione ufficiale di "Montelupo, dove la ceramica si fa storia" di Riccardo Gatteschi.
L'autore ci condurrà in un viaggio lungo secoli, dalla nascita della città fino ai giorni nostri, per vivere un’avventura senza tempo tra la storia e l’arte di Montelupo e dei suoi protagonisti.
In collaborazione con la Fondazione Museo Montelupo Onlus
SARÀ PRESENTE L’AUTORE
SEGUIRÀ APERITIVO
MMAB
Piazza Vittorio Veneto 11, Montelupo Fiorentino
Tel . 0571-917552
Il Museo vestito a Natale
Un vero e proprio assalto creativo investirà il Museo per la produzione di decori natalizi di varie forme, materiali e colori che poi saranno appesi nell’atrio centrale per dare il benvenuto ai visitatori durante le festività.
Decoreremo palline in biscotto che poi lo staff del museo cuocerà, realizzeremo stelle, alberelli, fiori dai mille colori con la tecnica mista e un’invasione festosa colorerà il Museo della Ceramica.
DOMENICA 16 DICEMBRE
ORE 16:30
Età 5 - 11 anni
Costo 2€ a bambino
Domenica 2 dicembre è HandsOn!
HandsOn - D'oro dorato
Laboratorio creativo per bambini sul tema della doratura nell'arte, impareremo a conoscere le diverse tecniche usate per simulare l’effetto oro o per realizzarlo attraverso l’applicazione della foglia d’oro vera e propria. Alla fine, ogni partecipante realizzerà una cornice dorata con cui
circonderà un’opera del museo da portare a casa.
Età: 5-11 anni
Costo: 2 € a bambino
Non è necessaria la prenotazione
Catalogo call under 30 Cèramica 2018
Cèramica 2018 ha dato ampio spazio all'arte ceramica under 30. Le CALL lanciate per l'occasione hanno premiato i progetti migliori e ospitato artisti di grande qualità. All'interno delle Call c'era anche la prima edizione del premio Daily Sculpture che ha visto vincitori ex aequo Andrea Barucci e Giulio Polloniato, premiati dalla giuria del concorso:
- Matteo Zauli, art director del concorso
- Luigi Ulivieri, presidente della Fondazione
- Marco Ulivieri, artista
Il progetto è stato reso possibile dal contributo della Città Metropolitana di Firenze.
Da qui è possibile scaricare il catalogo digitale di tutte le opere presentate.
Quel genio di… Picasso
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Un laboratorio per bambini da 5 a 11 anni:
Prendendo spunto dal celebre artista che si è cimentato con la produzione e decorazione della ceramica artistica affronteremo il cubismo e la trasformazione della forma in piani geometrici, per poi provare a creare il nostro piatto cubista attraverso l’uso delle tempere e del collage su un supporto in cartone a forma di piatto.
Domenica 18 novembre 2018 ore 16.30
Costo: 2€ a bambino
Non è necessaria la prenotazione
Villa romana del Vergigno come esperienza per studenti stranieri
Poco fuori Firenze, in mezzo alle campagne e prima di arrivare a Montelupo Fiorentino, sorge un’antica Villa romana, la cui gestione è affidata alla Cooperativa Ichnos. In un territorio, dove se scavi trovi sempre qualcosa, questa Villa non è certo la grande scoperta del secolo, ma ha trovato un suo peculiare ruolo degno di essere raccontato.
In questa villa non solo si scava, ma si creano connessioni oltreoceano e si promuove l’opportunità di vivere un’esperienza unica.
Francesco Cini è il presidente della Cooperativa Ichnos e gli abbiamo chiesto di raccontarci cosa succede dentro la recinzione che delimita lo scavo archeologico della Villa.
Di che tipo di villa si tratta?
È una delle più vecchie strutture di età romana presente nella valle della Pesa, ha un impianto del 1 sec. A.C. ed è quindi fra le prime strutture di quest’epoca reperite in territorio etrusco. L’obiettivo dello scavo era capire se approfondendo lo scavo si sarebbero trovate tracce più antiche dell’epoca romana e quindi capire se questa struttura fosse già presente in epoca etrusca e se avesse continuato a svilupparsi in età romana. Al momento non sono emerse tracce, ma c’è ancora molto da scavare.
Quanto è grande l’area di scavo?
Tutta l’area della villa è circa 60 per 70 m (più di 4000 mq), mentre lo scavo copre una superficie totale di circa 300/400 mq.
Come è iniziata la campagna di scavo della Villa del Vergigno?
La Villa fu scoperta dal Gruppo Archeologico negli anni ’80 e di lì a poco il Museo dette avvio alle prime campagne di scavo internazionali che permisero di far emergere il corpo principale della struttura. Dopo le prime importanti campagne gli scavi furono poi ricoperti per protezione. Tra il 2005 e il 2006 è stato fatto il restauro della villa. Mentre dal 2013 portiamo avanti gli scavi grazie al progetto di field school.
Che cos’è la field school e come funziona?
È una scuola pratica di archeologia: ogni anno studenti di università americane si stabiliscono nel periodo estivo qui a Montelupo per fare esperienza di un vero scavo archeologico e di tutta la metodologia.
Quali università straniere sono coinvolte?
Wyoming University, Concordia College e Wilfrid Laurier University
Perché coinvolgere le università di oltreoceano?
Da una precedente esperienza con l’università della Florida abbiamo conosciuto e collaborato con il Dr. Clarence McKenzie Lewis, con lui collaboriamo già nell’area archeologica di Cetamura nel Comune di Gaiole in Chianti. E sempre con lui abbiamo sviluppato insieme il progetto della field school a Montelupo.
E dal 2013?
La parte più difficile è stata far ripartire lo scavo: era un progetto nuovo, non c’erano sufficienti contatti. Mentre gli studenti americani hanno bisogno di fare esperienze come questa, che però non possono fare in America perché non c’è un’offerta didattica di questo tipo. Quindi noi abbiamo semplicemente fatto incontrare una domanda con un’offerta.
Il progetto è andato progressivamente crescendo fino al terzo anno, poi a causa di alcuni problemi politici e/o finanziari (vari attentati e il valore del dollaro che scendeva) il numero di studenti si è ridotto. Ad esempio da 40 studenti nel 2015 siamo passati a 17 studenti dopo l’attentato all’aeroporto di Bruxelles. La cosa positiva è che quest’anno per la prima volta è stata coinvolta anche un’università canadese.
Cosa è emerso dallo scavo?
Si è identificato il sito dove la villa è stata smontata dopo l’abbandono in epoca romana: praticamente quando la villa non era più abitata venivano recuperati materiali da costruzione per nuove strutture (era una pratica molto diffusa).
Sono state trovate strutture artigianali all’interno del portico della villa, non si sa bene cosa producessero, ma sicuramente usavano il fuoco per produrre qualcosa.
Qual è il valore aggiunto di questo progetto?
Qui non si parla solo di una scuola di archeologia, durante la scuola si sviluppa un importante capitale sociale: per un breve periodo questi studenti stranieri diventano montelupini a tutti gli effetti. Vivono, mangiano e dormono a Montelupo. Grazie all’ospitalità del Palazzo del Capitano e dell’agriturismo Il Cavallone, si crea come una grande famiglia.
Quale è la prima reazione che questi studenti hanno quando arrivano in Italia?
Buffo a dirsi, ma la prima cosa che li colpisce è il cibo italiano e l’arte del “mangiare semplice”: sono curiosi di capire la cucina italiana e toscana e rimangono stupiti di quanto il piatto più semplice – come pomodoro e mozzarella - possa essere così gustoso.
Questa esperienza cosa lascia agli studenti?
La field school è un’esperienza che non possono fare ovunque, molti di loro vengono perché hanno vinto una borsa di studio. Il programma della nostra scuola prevede anche molto lavoro manuale, e loro amano questa parte del lavoro, lo “sporcarsi le mani” … Ci sono due persone che ogni anno tornano sempre alla field school. Una volta origliai una telefonata di una studentessa a sua mamma, le stava raccontando cosa faceva, ma una frase che le disse ancora oggi mi fa sorridere: “Mamma qui è tutto bellissimo, tutto è più vecchio di ciò che abbiamo nel nostro paese!”
E cosa invece questi studenti lasciano a Montelupo e a voi?
Questo è il sesto anno di field school, in 6 anni ci sono passati circa 120/130 studenti, sono tutte persone tra i 20 e i 25 anni che hanno fatto studi umanistici, e non solo: abbiamo avuto anche studenti di biologia e geologia che arricchiscono il nostro metodo di lavoro.
Ma oltre a ciò è certo che queste persone non sarebbero mai venute proprio a Montelupo, e invece poi magari ci ritornano anche in vacanza con la propria famiglia. In generale penso che il confrontarsi con una cultura molto diversa dalla propria sia un’opportunità molto formativa.
Infine, quest’anno siamo riusciti anche ad attivare un progetto di Alternanza scuola-lavoro con il liceo Virgilio di Empoli: oltre 20 ragazzi hanno preso parte allo scavo e il riscontro è stato molto positivo: tutti erano molto soddisfatti e hanno continuato a partecipare, nonostante il periodo di alternanza fosse stato completato.
In conclusione si potrebbe davvero affermare che un progetto del genere è in grado di generare un piccolo indotto, che non è solo economico ma anche (e soprattutto) culturale e sociale!
Per chi volesse approfondire può visitare il sito e la pagina Facebook dedicati alla villa.
Hands on. Linee interrotte - laboratorio di restauro creativo
Laboratorio per bambini (età 5-11 anni)
Una parte della collezione delle opere del Museo ci presenta oggetti con elementi mancanti, rotti o incompleti. Cercheremo insieme di capire che cosa è successo e ci cimenteremo nel completare le parti mancanti con colori e materiali di recupero per dare una nuova vita giocosa ad alcune delle opere.
Costo: 2€ a bambino
Aspettando Halloween - Mi vesto da Museo

A Montelupo ci si prepara per Halloween direttamente in museo! Il 28 ottobre alle ore 16.30 parte un laboratorio per preparare il proprio costume.
Le decorazioni delle ceramiche, gli animali fantastici, i colori e le forme delle opere saranno trasformati in un vero e proprio costume di Halloween grazie a un laboratorio per bambini in 2 tappe: la creazione di una maglietta decorata a mano con tecnica mista e un trucco personalizzato del volto scelto fra una selezione di immagini di oggetti del Museo.
Età: 5-11 anni
Costo: 2€ a bambino
J.O.B.S. mette in mostra i racconti dei lavoratori
Un vaso di terracotta, storto e imperfetto, è da sempre il simbolo del lavoro di Antonella, secondo la quale la bellezza vera sta nell’imperfezione. Comincia nel 1980 come educatore penitenziario presso l’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Montelupo Fiorentino...

Così inizia la storia di Antonella che ha vissuto le storie di altri per anni, oggi ci racconta la sua.
Mentre Thomas ci parla della sua vita, del suo percorso di crescita, sorpassando ostacoli di ogni tipo...
A 44 anni, vive a Certaldo insieme a sua moglie ed i suoi tre figli. Dal Togo si trasferisce in Italia nel 2002 per motivi di studio ma, per rallentamenti burocratici, non ottiene in tempo il visto per iscriversi all’università. Costretto sin da subito a cambiare i suoi piani, Thomas ha imparato a non darsi per vinto e reinventarsi.
E ancora Meri ci riporta nella Confezione Allegri...
Meri entra a lavorare presso la Confezione Allegri, fiore all’occhiello dell’Empolese Valdelsa, quando in tutto lo stabilimento sono solo 200 dipendenti. I ritmi di lavoro sono frenetici ma stimolanti: manichini, spilli, forbici e metro sempre fra le mani.
Questi sono solo alcuni degli incipit dei racconti che si possono ascoltare alla mostra J.O.B.S. Join Our Blended Stories. Storie di lavoratori in mostra al Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino dal 6 ottobre al 16 dicembre 2018, a cura di Andrea Zanetti (in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil di Firenze). Un’esposizione dove il mondo del lavoro è raccontato direttamente dai lavoratori attraverso gli oggetti che rappresentano i loro mestieri, reinterpretati in mostra da 16 artisti contemporanei.












