Anche sotto l’ombrellone, la ceramica nel mondo non va mai in vacanza

Il Museo della Ceramica di Montelupo augura a tutti voi buone ferie e un’estate ricca di scoperte. Prima di partire, però, una buona notizia: durante tutto il mese di agosto restiamo aperti e vi aspettiamo con le nostre sale, le nostre collezioni e le storie che raccontano secoli di tradizione artigiana. Che restiate a Montelupo o che decidiate di esplorare altre mete, la ceramica nel mondo saprà sorprendervi ovunque vi troviate. Se vai in vacanza, potresti trovare una ceramica di Montelupo dietro l’angolo!

Basterà infatti alzare lo sguardo nei musei che visiterete per ritrovare, sotto forme diverse, lo stesso filo conduttore che lega Montelupo al resto del pianeta. Ecco dove potete incontrarci:

A Firenze:

Torre della Pagliazza
Palazzo Medici Riccardi
Museo di San Marco
Museo del Bargello

In Italia:

Roma: Crypta Balbi, Palazzo Venezia
Castello di Giulio II
Ostia Antica
Castello Maniace, Siracusa (Ortigia)
Palazzo Ducale di Urbino

Nel mondo:

Londra: British Museum, Victoria and Albert Museum
Museu d’Història de Barcelona
Museo Archeologico di Onda e Alhambra di Granada
Torre della Merced, Cadice
Archaeological Museum, Rodi
Benaki Museum, Atene
Musée du Louvre, Parigi
Staatliche Museen, Berlino
Metropolitan Museum, New York
Museos Arqueológicos, L’Avana
South African Cultural Museum, Città del Capo
National Gallery of Victoria, Melbourne

La ceramica nel mondo: un viaggio lungo cinque secoli

Come è possibile ritrovare la ceramica nel mondo in luoghi così distanti tra loro? La risposta affonda le radici nella storia. Già a partire dalla fine del Quattrocento, infatti, le maioliche di Montelupo iniziarono a viaggiare lungo le rotte del commercio internazionale, grazie a una posizione geografica particolarmente favorevole. Navigando lungo l’Arno, le ceramiche raggiungevano con facilità gli scali di Pisa e Livorno, da dove venivano imbarcate sulle navi dirette verso il Mediterraneo e l’Atlantico.

Verso Ponente, le rotte tirreniche toccavano la Liguria, la Provenza e i porti spagnoli, per poi superare lo stretto di Gibilterra e raggiungere la Bretagna, l’Inghilterra meridionale, Anversa e l’Olanda, con ritrovamenti significativi persino ad Amsterdam e lungo le coste norvegesi. Verso Levante, invece, i traffici si estendevano a Corsica e Sardegna, lambivano le coste laziali e campane fino alla Sicilia occidentale, per poi proseguire verso la Grecia, Creta, Rodi e successivamente Cipro. Non mancano, inoltre, testimonianze lungo tutta la costa nordafricana, dall’Egitto al Marocco.

A trasportare queste ceramiche non era soltanto la marineria toscana, ma navi di ogni nazione, che le imbarcavano come merce secondaria accanto a tessuti, cereali e metalli. Talvolta, poi, le maioliche viaggiavano semplicemente come corredo personale: è forse proprio così che alcuni manufatti montelupini raggiunsero Cuba e le coste americane.

Buone ferie a tutti, e a settembre torneremo con nuove storie da raccontare!